Ci vuole coraggio per essere felici. Ne hai abbastanza?

Se qualcosa non mi piace o non mi sta bene, mi stanco velocemente e cambio direzione. E’ sempre stato così.
Vedo sempre una via d’uscita e quando fatico a trovarla, scavo e scavo fino a che non ci arrivo.

Ho davvero poca capacità di sopportazione.  Se so che posso cambiare, che posso scegliere e che posso trovare soluzioni migliori, perché mai dovrei passare la mia vita a “sopportare” qualcosa che non mi va?

Per molto tempo ho creduto che questo mio modo di reagire fosse una debolezza, del resto sono nata e cresciuta in una società che davanti ad ogni problema continua a ripetere “Tieni duro, abbi pazienza,  le cose si sistemeranno col tempo”.

Intanto quel tempo non arriva mai e tu continui a trascinare i piedi sulla solita strada di tutti i giorni lastricata di illusioni che tutto andrà per il verso giusto, solo se sarai in grado di sopportare ancora un po’ (e ancora e ancora e ancora….)

E’ molto difficile togliersi queste voci dalla testa. E’ ancor più difficile quando senti pronunciare queste parole da chi ti è vicino, da chi vive più o meno la tua stessa situazione (almeno in apparenza).

“La pazienza è la virtù dei forti” dicono.

E allora ti ritrovi a pensare di essere tu il problema, di essere debole, di non essere in grado di tenere testa alle difficoltà. Ma è davvero così?

Non sarà che il debole sia chi sopporta anche quando potrebbe evitarlo?

Mi vengono in mente delle recenti discussioni con una persona a me cara, riguardante il suo lavoro e il fatto di non poterne più.

“Ne ho piene le palle! Sì, è un buon lavoro e alla fine è un posto sicuro. Ma mi opprime, mi sembra di perder tempo. Non ho più motivazione. Non so cosa fare”

“E allora cosa ti tiene ancora in una situazione così? Cambia!” dico.

“Non lo so. Forse non sono arrivato ancora del tutto alla frutta” mi risponde.

Allora trova il coraggio di lasciarti cadere giù, cerca il modo di toccare il fondo, di arrivare a questa benedettissima frutta e trova nel dolore e nella noia la forza per riaprire finalmente gli occhi e darti la spinta che ti serve per risalire in superficie. Altrimenti domani non andrà meglio, domani sarà uguale ad oggi. E l’oggi non farà altro che diventare un anonimo ieri, come molti altri.

Quanto tempo perso, quanti momenti sprecati a fare cose che non amiamo. Nel frattempo la vita ci scivola via per non tornare più. Tempo buttato. Ma la vita è una e non vivremo per sempre. O trovi il modo di reagire e cambiare quello che non ti va, oppure continuerai a vivere in questo modo, a testa bassa, facendo finta di niente ed ingannando il tuo vero essere.

Chiediti chi sei e cosa vuoi. Non fare più come se niente fosse per dimostrare (a chi?) che sai tenere duro.

Ma forse questi miei pensieri sono troppo fuori dal credo comune. Forse io sono diversa, forse non sono del tutto normale. Probabilmente il mio modo di pensare non si addice ad altri all’infuori di me.

In effetti, quale sano di mente potrebbe consigliare una cosa così?

Naaaa, meglio non rischiare. Continua così che (forse) non sbagli.

Comments

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4 Comments
  • Elen-ella
    novembre 3, 2016

    Grazie per questo articolo. Sto passando un periodo di piena confusione mentale e credo che la soluzione potrebbe proprio essere quella di toccare il fondo e lasciarmi andare. Forse con una crisi autoindotta posso trovare le risposte che cerco. Ancora grazie

    • Karen
      novembre 3, 2016

      Ciao Elen-ella.
      L’abisso può rivelarsi molto prezioso e nascondere delle risposte interessanti 🙂

  • Francesco
    novembre 3, 2016

    “Continua così che non sbagli”
    Psicologia inversa eh??? 😛
    Hai ragione, cavolo se hai ragione!
    Chi sono? Cosa voglio?
    Quello che so è che non voglio sprecare quest’unica vita che ho

    • Karen
      novembre 3, 2016

      E’ già un ottimo punto di partenza!

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